Caffè turco, bosniaco o albanese: come si prepara il caffè dei Balcani
Nei Balcani il caffè non si beve: si condivide. È il rito con cui si accoglie un ospite, si chiacchiera con i vicini, si chiude un pranzo. In Bosnia si chiama *bosanska kahva*, in Serbia *domaća kafa*, in Albania *kafe turke*. Cambia il nome, ma la base è la stessa: caffè macinato finissimo, bollito in un piccolo bricco.
Cosa serve
- Una džezva (o *xhezve*, *ibrik*): il bricco di rame o acciaio dal manico lungo. In mancanza va bene un pentolino piccolo.
- Caffè macinato finissimo, quasi in polvere: quello per moka è troppo grosso.
- Acqua, e zucchero a piacere.
- Tazzine piccole (*fildžani*).
Il caffè da usare
- Kafe turke Lori, il caffè turco di Tirana.
- Lori Extra, dal gusto più intenso.
- Grand Gold, il formato grande per chi ne beve tanto.
- Bravo Premium e Prince Fantastic Aroma.
Come si prepara (metodo bosniaco)
- Porta a bollore l’acqua nella džezva: circa una tazzina e mezza per persona.
- Togli dal fuoco e versa un po’ di acqua bollente in una tazza, da parte.
- Aggiungi il caffè, circa un cucchiaino colmo a persona, e mescola.
- Rimetti sul fuoco basso finché sale la schiuma, senza farlo bollire. Togli subito.
- Aggiungi l’acqua tenuta da parte: aiuta a far salire la schiuma e a far depositare i fondi.
- Servi nella tazzina, lascia riposare un minuto e bevi lentamente.
Metodo turco e albanese
Nella versione turca e albanese si mette tutto insieme a freddo, acqua, caffè e zucchero, e si scalda lentamente fino a quando sale la schiuma. Lo zucchero si decide prima: sade (amaro), orta (medio) o shekerli (dolce).
Con cosa servirlo
La tradizione vuole il caffè accompagnato da un bicchiere d’acqua e da un lokum, la gelatina dolce profumata.
E se hai fretta?
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